15 Aprile 2024
A cura di: Redazione IVM

Esclusività e flessibilità: ecco la nuova era del direzionale

Tempo di lettura: 1.3 mins
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Flessibilità, modularità, condivisione. Si, ma non dimentichiamo l’importanza della privacy, della riservatezza e dell’individualità. Da qui partiamo per tracciare una nuova frontiera del direzionale che, pur misurandosi con office layout ibridi e aperti, non trascura la singolarità e l’ergonomia.

Sebbene il modello di ufficio open sia stato ben accolto e implementato da molte organizzazioni, emerge una crescente esigenza di postazioni executive che assicurino discrezione e funzionalità in un’ottica “individual-shared“.

Se da una parte gli spazi condivisi sono essenziali per il lavoro in gruppo e per favorire dinamiche collaborative, dall’altra non si può trascurare l’importanza di sostenere un approccio al lavoro distinto e funzionale. Secondo i dati del rapporto “Workplace Utilization Index: Predictions for 2024” di XY Sense, la percentuale di utilizzo di spazi orientati alla privacy e alla concentrazione è in media superiore agli spazi collaborativi.

Ecco allora che gli spazi direzionali evolvono, ponendo particolare enfasi sulla personalizzazione, in un’ottica sempre più modulare e flessibile. Questo significa che in un progetto di arredamento per l’ufficio occorre considerare i direzionali da due prospettive: quella personale e quella condivisa, in una logica di rotazione e ottimizzazione, spostando il focus dal “my space” al “our space”, sfruttando modelli come, ad esempio, l’hot-desking e le dinamiche lavorative contemporanee.

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