18 Marzo 2022
A cura di: Redazione IVM

Shaping an ergonomic office

Tempo di lettura: 2.9 mins
produzione arredamento ufficio
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Lo spazio e il ruolo del direzionale stanno cambiando in maniera sostanziale e devono quindi rapidamente adattarsi a modalità di lavoro più inclusive e approcci professionali più sfaccettati.

I confini si allargano e puntano a nuovi modelli di progettazione “ergonomic first” che mettono al centro la relazione tra l’individuo e lo spazio di lavoro.

Sempre di più sentiamo parlare di “Activity-based workplace”, ovvero ambienti di lavoro multifunzionali e dinamici che incorporano proattivamente il concetto di ergonomia.

Anche il design deve fare un passo nella direzione del benessere. Stile, forme, colori e creatività devono incontrare l’armonia e, soprattutto, i bisogni delle persone.

 

Una nuova visione di ergonomia

L’ergonomia è prima di tutto una promessa che chiede ogni giorno di essere mantenuta.

Un approccio multidisciplinare alla progettazione che pone come essenziale i concetti di praticità, di comfort, di efficienza e di performance.

Un tema che si è evoluto fortemente nel corso degli anni anche in relazione ai mutamenti dettati dagli scenari globali. Ad esempio, da “office desk” siamo passati a parlare di “ergonomic desk”, ad evidenza che c’è sempre più richiesta di adottare arredi che siano non solo “belli” esteticamente, ma anche funzionali rispetto alle esigenze dei lavoratori.

Trend ricerche online per la keyword “ergonomic desk” negli ultimi 10 anni.

Occorre dunque cambiare prospettiva, ampliare l’orizzonte e progettare soluzioni di arredo per l’ufficio che creino una sinergia virtuosa tra la componente di design e quella funzionale-umana.

 

Ergonomic boost: tra produttività e benessere

L’ergonomia ha un profondo impatto sulla salute e sulla produttività dei lavoratori.

Un tema che spesso si esaurisce nel comfort e nel design e che talvolta si scontra con culture aziendali radicate ancora a modelli di progettazione standardizzati e non orientati alle persone.

I problemi più comuni associati ad un errata applicazione del concetto di ergonomia in ufficio attingono proprio alla sfera della progettazione dello spazio di lavoro.

Ergonomia, infatti, non è solo la comodità di una seduta o l’altezza di una scrivania, ma un ecosistema di numerose componenti progettuali tangibili e intangibili che toccano diversi aspetti come, ad esempio, il design, il movimento, la relazione tra uomo e spazio di lavoro, l’interazione con la dimensione tecnologica, il layout dello spazio, la scelta dei materiali delle forniture d’arredo ecc.

Ne avevamo già parlato in questo Blog in occasione di un’intervista esclusiva rilasciataci dal Designer Stefano Bigi in cui si sottolineava l’importanza di far coesistere il comfort con i bisogni delle persone e la tecnologia dell’ufficio.

Come riportato all’interno del documento “Your health and safety at work” dell’International Labout Organization adottare cambiamenti ergonomici nella progettazione dell’ufficio, può contribuire a generare miglioramenti significativi sul contesto e sul benessere delle persone.

Non basta più progettare uffici esteticamente eleganti e accattivanti.

Occorre che Designer, architetti e aziende sposino una filosofia di progettazione “people oriented” fondata sul conetto di ergonomia, con la consapevolezza di progettare spazi di lavoro sempre più sicuri e performanti.

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