Social office, come il design può migliorare la produttività

Settembre è il mese che segna il ritorno alla condivisione e alla socialità negli ambienti di lavoro. È il 2024 stesso a svelare uno scenario inedito: il trend mondiale sembra confermare la volontà dei lavoratori di ritornare in ufficio. È evidente, infatti, che le collaborazioni tra le persone stimolino le performance e la produttività aziendale, come evidenzia una ricerca presentata da Gensler nel Global Workplace Survey 2024. Allo stesso tempo, sopravvivono le modalità di lavoro ibride, a dimostrazione del fatto che la flessibilità resta un requisito imprescindibile.
Per misurare l’efficacia di uno spazio lavorativo non conta più solo l’efficienza dell’ambiente in sé, ma anche il valore esperienziale delle persone che vi lavorano: benvenuti nell’era del “social office”.
Questa tendenza si conferma anche in Italia perché si stima che il 31% dei dipendenti trascorre oggi più tempo in spazi lavorativi rispetto a un anno fa. Le motivazioni sono da trovarsi in politiche aziendali più rigide, nell’aumento delle riunioni in presenza e nella crescente partecipazione delle persone che genera un “circolo virtuoso” di coinvolgimento.Di conseguenza, è necessario che le organizzazioni investano in layout capaci di integrare l’efficienza delle aree individuali con le necessità del lavoro condiviso, al fine di rispondere a tutte le esigenze operative e rendere lo “spazio” un “nice place to be”.
Come si configura il nuovo “social office”? La parola d’ordine è ergonomia: tutti i suoi componenti devono garantire una grande libertà di allestimento, offrendo la possibilità di adattare rapidamente gli spazi stessi. Quindi sì ad arredi easy da riconfigurare ogni giorno in grado di favorire modalità di lavoro più flessibili come l’hot desking, che consente di utilizzare postazioni diverse ogni giorno e gli office pods, che offrono spazi dedicati per attività individuali che richiedono maggiore privacy e concentrazione. E ancora, i wall systems, pareti modulari che consentono di riconfigurare rapidamente gli spazi in base alle necessità del momento, e le lounge areas per l’accoglienza, il relax e la socializzazione.
Insomma, ripensare l’ufficio anche come “aggregatore sociale” di esperienze e professionalità porta in dote una serie di riflessioni circa il significato di ambiente di lavoro come un vero e proprio PROGETTO in cui ogni arredo racconta una storia diversa in funzione di come viene configurato.
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