Team-Office-building: l’ufficio a misura di persone

In un’epoca in cui il lavoro in presenza è sempre più oscurato dall’attrattività del lavoro da remoto, la condivisione, l’esperienzialità, la serendipità tipiche dell’interazione tra persone sembrano essere ancora e, per fortuna, integre.
Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti, oltre il 94% dei lavoratori ritiene fondamentale la connessione con i propri colleghi e l’ambiente di lavoro.
Ma se da una parte c’è una componente “fisica” ancora molto presente, dall’altra oltre 3,6 milioni di lavoratori, solo in Italia, si prestano a “sposare” definitivamente il remote working.
Fonte: Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano.
Ecco che allora gli uffici sono destinati a cambiare, profilandosi verso una connotazione più modulare, adattabile, personalizzabile. In questa prospettiva sta aumentando la diffusione di soluzioni “open” ma con spazi “private” per consentire alle persone di concentrarsi e produrre al massimo delle proprie capacità. E ancora, “modular spaces” che si prestano ad accogliere diversi tipi di situazioni ed esigenze in una logica di “easy office” che rompe gli schemi tradizionali per immaginare un modello di lavoro sempre più “agile”.

Si tratta di un nuovo approccio. Un insieme di soluzioni “unconventional” che mettono al centro la “libertà” di allestimento, con un focus marcato sui bisogni delle persone.
Progettisti, architetti e designers, adotteranno sempre di più un approccio globale alla progettazione degli uffici. Questo consentirà di rispondere concretamente alle esigenze aziendali, alle diverse dinamiche lavorative e alle diverse configurazioni che l’ufficio può assumere in relazione ad una forza lavoro sempre più eterogenea.
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